
Ok, questo è stato un viaggio decisamente diverso dal solito: niente camper, niente natura e soprattutto niente on the road, ma ogni tanto anche a noi piace cambiare! Soprattutto se il motivo del viaggio è il desiderio espresso la notte di Capodanno…
L’occasione speciale, che ci ha regalato una toccata e fuga nella capitale danese è stata il concerto di Gavin Degraw che io non avrei mai potuto perdere. È successo che aspettando la mezzanotte sul terrazzo di casa, tra fuochi d'artificio sul mare e abbracci di buon anno con gli amici, mi venisse da pensare “se quest'anno Gavin tornerà in Europa, vorrei tanto andare a due concerti”. E così, dopo la data di Milano, abbiamo pensato di optare per una città che i ragazzi non avevano ancora visto. E Copenhagen fu!
In questo articolo non vi parleremo di quanto meraviglioso sia stato il concerto, ma di quello che abbiamo visto il giorno dopo a Copenhagen, con gli occhi ancora sognanti e le canzoni di Gavin a fare da colonna sonora.
Per quanto raccolta sia la capitale danese, in un giorno non si riesce a vedere tutto quello che ha da offrire, ma il fatto che sia facilmente visitabile a piedi e che i mezzi pubblici siano comodi ed efficienti, ci ha permesso di raggiungere tutto quello che avevamo previsto.

Cosa vedere a Copenhagen in un giorno
VOR FRELSERS KIRKE
Alloggiando nella parte sud della città, abbiamo iniziato la nostra visita dalla Torre barocca della Chiesa del Nostro Redentore, perché a noi i punti panoramici che regalano viste sconfinate dall’alto piacciono sempre tanto e questo sembra essere il miglior belvedere di Copenhagen.
Dopo aver salito i 400 infiniti gradini che ci hanno portati verso la cima a 90 metri d’altezza, con solo una piccola pausa per visitare il carillon più antico del nord Europa, siamo usciti per percorrere l’ultimo tratto della scala.
L’ultima rampa infatti è formata da una spirale esterna che avvolge la guglia ed è proprio questo dettaglio che la rende riconoscibile anche da lontano.
La vista dalla cima abbraccia tutta la città fino anche a scorgere il ponte dell’Oresund in lontananza.

CHRISTIANIA
Indubbiamente originale e pittoresca, “la città libera di Christiania” è un quartiere autogovernato fondato nel 1971 quando un gruppo di hippie, artisti e attivisti occupò un’ex area militare abbandonata, si è trasformato negli anni in un vero e proprio esperimento sociale unico in Europa basato su principi di collettività, autogestione e creatività.
Pur essendo soggetta a leggi danesi, mantiene regole proprie ed è indipendente dall’Unione Europea, la comunità decide insieme regole e modalità di convivenza, cercando di mantenere uno stile di vita alternativo, lontano dal consumismo e dalle logiche capitalistiche tradizionali.
Abbiamo passeggiato lungo le sue strade colorate tra murales e installazioni artistiche [che a dire il vero abbiamo trovato discutibili], laboratori artigianali, spazi culturali, locali con musica dal vivo e mercatini di prodotti artigianali.


MAGSTRÆDE e SNAREGADE
Rientrati nell’Unione Europea abbiamo raggiunto le due vie più antiche della città.
Il nome Magstræde deriva dall’antico termine danese mag, che significava latrina pubblica.
In epoca medievale, infatti, questa zona di Copenhagen non era tra le più raccomandabili. Con il tempo il quartiere cambiò volto, diventando uno dei punti più caratteristici del centro, con le casette colorate risalenti al 1500 e la pavimentazione originale in ciottoli.
Se state cercando un angolo lontano dai punti più affollati dove respirare la storia di Copenhagen, venite a farci un giro!

NYHAVN
Il Nyhavn, o Porto Nuovo, nacque nel 1670 per agevolare l’arrivo delle merci e dei pescherecci nel centro città. Sembra che i colori accesi delle case servissero ai marinai per riconoscere la propria abitazione al rientro a casa in condizioni meteo avverse. In effetti questo particolare l’abbiamo trovato anche in tante altre città marinare del Nord Europa.
Un tempo il Nyhavn fu anche rifugio di scrittori come Hans Christian Andersen, che visse al numero 67 tra il 1845 e il 1864, mentre oggi è uno dei luoghi più iconici, vivi e ricercati di Copenhagen, con ristoranti e locali aperti fino a sera tarda.



AMALIENBORG
Amalienborg è la residenza ufficiale della famiglia reale ed è costituito da 4 palazzi identici intorno ad una piazza ottagonale in cui ogni giorno alle 12 si può assistere al cambio della guardia.

PISTOLSTRÆDE
Dai palazzi maestosi di Amalienborg siamo poi passati ad una stretta stradina nascosta nel centro di Copenhagen.
Un piccolo angolo segreto in cui abbiamo trovato gallerie d’arte, caffè e boutique, perfetto per chi ama i luoghi raccolti e pittoreschi. Non sono adorabili queste casette a graticcio?

NYBODER
Spostandoci verso nord in uno dei quartieri colorati della città, siamo andati alla ricerca delle vecchie case a schiera dei marinai, tutte allineate ed ordinate.
Una volta bianche e rosse, ora di un giallo/arancione che le accomuna tutte, tanto da dare il nome a questa tonalità ormai riconosciuta da tutti i danesi. D’ora in poi anche noi lo chiameremo giallo Nyboder!
Esplorando il quartiere scopriamo anche la Krusemyntegade, una via con casette dai colori brillanti e piante rampicanti sulle facciate, lampioni in ferro battuto e biciclette posteggiate davanti alle porte. Nonostante sia davvero suggestiva e scenografica, non ci è sembrata per nulla frequentata dai turisti, un altro motivo per trovarla meravigliosa.


KASTELLET
Il Kastellet è una delle fortezze meglio conservate del nord Europa.
Peccato non averla potuta filmare dal drone, perché si trova su un’isola a forma di pentagono che da terra non possiamo vedere.
Ci siamo accontentati di passeggiare tra gli edifici militari come la casa del comandante, la polveriera e il complesso carcerario, poi siamo saliti verso il mulino a vento, l’unico rimasto dei 16 presenti in passato.
La cittadella è un luogo molto amato dai local, che vengono qui per rilassarsi sul prato ad osservare uccelli di diverse specie.

DEN LILLE HAVFRUE
L’ultima tappa della nostra visita è la celebre statua della Sirenetta creata in onore di Hans Christian Andersen. Nonostante i numerosi atti vandalici e diverse sostituzioni, la Sirenetta giace su questo scoglio dal 1913.

Copenhagen a novembre
Se state pianificando una fuga autunnale a Copenhagen per il weekend, considerate che le giornate potrebbero essere belle fresche e che ogni tanto vi servirà rintanarvi in quei meravigliosi localini a bordo acqua con le candele accese sul tavolo e delle calde coperte pronte ad accogliervi. Forse questo vi porterà via un po' di tempo per la visita, ma fa parte del fascino delle città del nord che noi amiamo tanto.

La sorpresa è stata trovare quell'atmosfera natalizia che in Italia deve ancora aspettare qualche settimana. Luci e lampioni sempre accesi, piste di pattinaggio, sciarpe e cappelli, ma soprattutto i mercatini di Natale in piccole casette di legno piene di addobbi e creazioni artigianali.


Come arrivare a Copenhagen dall’Italia
Noi abbiamo volato da Malpensa all’andata e su Bergamo al ritorno. Avevamo davvero poco tempo a disposizione e i voli scelti erano gli unici che ci permettevano di incastrare viaggio, spostamenti, concerto e visita della città ottimizzando i tempi al massimo.
Utilizzando due aeroporti diversi in partenza e in arrivo, abbiamo trovato molto pratico ed efficiente il servizio di noleggio auto di Discovercars, un portale che permette di confrontare le offerte delle più importanti compagnie di noleggio, scegliendo il mezzo più adatto in base alle condizioni, al prezzo e alle recensioni.

Come muoversi a Copenhagen
L’aeroporto si trova a pochissimi km dal centro ed arrivare in città è semplicissimo, basterà prendere la metro per 15 minuti.
Con l’app DOT Billetter abbiamo potuto scegliere i biglietti più convenienti per le nostre esigenze ed usare i mezzi pubblici tutte le volte che ne avevamo bisogno.

Ma non ci siamo spostati solo con i mezzi pubblici. Potevamo non provare l’esperienza del noleggio bici nella città che viene definita il paradiso delle biciclette?
Abbiamo scaricato l’app Donkey Republic, sbloccato le bici posteggiate davanti al nostro albergo e le abbiamo usate per andare al concerto, che si teneva al Poolen, un po' fuori dal centro in una zona non fornita dai mezzi pubblici. Finendo dopo mezzanotte, a me e Alice serviva una soluzione per tornare dall’altra metà della famiglia rimasta in albergo a dormire senza poter contare sul bus o sulla metro. Col senno di poi, possiamo dire che la bici è stata la soluzione perfetta. All’uscita le abbiamo ritrovate in mezzo ad altre centinaia di biciclette della gente arrivata dopo di noi. È proprio vero che è il mezzo più usato a Copenhagen.

Dove dormire a Copenhagen
Non siamo grandi esperti nella scelta degli alloggi [in genere la casa ce la portiamo dietro], ma quando capita, cerchiamo una soluzione che racchiuda queste condizioni:
- comoda al centro, per spostarci velocemente senza perdere troppo tempo;
- con angolo cottura o cucina, perchè essendo celiaca preferisco avere un posto sicuro dove cucinare in autonomia e mangiare senza rischiare contaminazione;
- pulita e spaziosa;
- economica, perchè meno spendiamo, più viaggi possiamo fare, of course.
A Copenhagen abbiamo scelto una camera per famiglie con bagno e cucina in comune allo SleepCPH, una soluzione moderna ed economica comoda alla venue del concerto, al centro e all'aeroporto, in un quartiere tranquillo perfetto per muoverci a piedi o in bicicletta anche in piena notte.
E poi, questo stile nordico minimal ci fa impazzire!


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